Settori e Servizi

Settore Psichiatria
Know How

L’obiettivo generale del programma riabilitativo residenziale è lo sviluppo delle competenze sociali che permettono alla persona ospitata di inserirsi in un normale contesto di vita, garantendo una qualità del vivere dignitosa, nel rispetto delle difficoltà che la persona esprime.

Tutto ciò richiede un lavoro sia all’interno che all’esterno della comunità che preveda:

  • un’accurata pianificazione del servizio e degli interventi  sulla base delle caratteristiche dell’utenza, poiché le strutture oggetto dell’appalto ospitano pazienti con caratteristiche molto diverse gli uni dagli altri: nei servizi a media soglia sono ospitati pazienti che provengono da lunghe storie di malattia mentale, ma per i quali si mantengono progettualità rivolte al futuro,  dove quindi l’obiettivo riabilitativo ultimo è la dimissione nel senso di restituzione della capacità di gestire ed organizzare autonomamente la propria vita, all’interno di un appartamento, ma anche al di fuori di esso.
  • Un modello organizzativo rigoroso ma non standardizzato, che si avvale di strumenti di lavoro fruibili e della formazione di coloro che intervengono, a vario titolo, nella gestione dei gruppi appartamento rispetto a ruoli, funzioni e responsabilità;
  • Una progettazione delle attività riabilitative che abbia solide basi, ma sia anche attenta all’evoluzione del lavoro sulla base delle sollecitazioni degli interlocutori (ospiti, servizio inviante, territorio), riservando spazi e tempo ai momenti di valutazione e dedicando strumenti specifici periodicamente aggiornati;
  • l’esplicitazione dei valori sottesi all’organizzazione del servizio che guidano le nostre scelte e le nostre progettualità:
    • l’idea di “luogo-casa”  come contesto protetto, accogliente e famigliare in cui gli operatori sono ospiti, dove la cura e l’attenzione ai particolari e alla definizione congiunta delle scelte (dall’arredamento all’organizzazione della giornata) permette ai pazienti di riappropriarsi dei bisogni e della percezione di “potere personale” sulla realtà;
    • uguaglianza e reciprocità: il rapporto tra operatori e utenti è di mutuo scambio, non si lavora “PER”, ma “CON” i pazienti, nella definizione degli obiettivi e dei programmi e nella condivisione del tempo, affinché l’autonomia non sia solo un concetto, ma una modalità di lavoro e un obiettivo concreto;
    • l’équipe come metodo di lavoro e come risorsa in quanto portatrice di significati più ampi e visioni multiple che possono arricchire la progettazione oltre le idee dei singoli;
    • la formazione degli operatori come strumento per rafforzare la qualità dei servizi offerti, la definizione di una metodologia di lavoro condivisa e compartecipata e, nel tempo, l’incremento del patrimonio di esperienza acquisita;
    • la costante sinergia con i referenti del C.S.M., come co-progettazione e integrazione dei punti di vista per la costruzione di una metodologia comune di intervento, che sfrutti al meglio tutte le risorse della rete, migliorando la qualità dei progetti offerti all’utenza;
  • la costituzione di una rete sul territorio, composta in primo luogo dagli operatori della Cooperativa e del C.S.M. come referenti del programma terapeutico e residenziale, ma anche dalle associazioni di volontariato e tutte le altre risorse offerte dal territorio di appartenenza;
  • L’orientamento costante allo sviluppo di nuove progettazioni
  • L’attenzione alla qualità e verifica del lavoro, alla legalità e alla sicurezza dei lavoratori