Giornalisti e Legacoopsociali a confronto su genere, inclusione e lavoro sociale. il focus sul linguaggio 

Nella sede di Legacoop a Roma presentata la nuova parola del Glossario Fragile - a cui anche Aliante in passato ha dato il proprio contributo - il progetto sul linguaggio inclusivo che è entrato anche nel carcere di Opera

Lavoro sociale, deontologia, linguaggio e pratiche innovative sono stati al centro della giornata formativa che si è svolta il 9 luglio a Roma, nella sede di Legacoop, nell’ambito di Comunicare Controvento, la due giorni del Gruppo nazionale Comunicazione di Legacoopsociali.

Il corso di formazione per giornalisti, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio nell’ambito del percorso promosso da Legacoopsociali sulla comunicazione sociale e il linguaggio inclusivo, ha riunito decine di professionisti dell’informazione, comunicatori, docenti universitari e rappresentanti della cooperazione sociale. Presente alla giornata formativa anche Aliante. Il giorno precedente invece, in occasione della riunione del gruppo nazionale di comunicazione, la cooperativa ha portato il proprio contributo in termini di proposte e riflessioni su come migliorare il rapporto con i media e soprattutto la percezione esterna dell’operato delle cooperative sociali



Il glossario come filo rosso

Il Glossario Fragile – il progetto sul linguaggio inclusivo di Legacoopsociali - ha rappresentato il filo rosso della giornata. Nato come strumento aperto per interrogare le parole con cui si raccontano cura, vulnerabilità e lavoro sociale, è stato utilizzato come punto di partenza nei tre panel dedicati a linguaggi di genere, raccontare l’inclusione ed economia sociale in prima pagina. È stata presentata la nuova parola “Neurodivergente” curata dal giornalista Fabio Della Pietra, responsabile Comunicazione della cooperativa sociale Itaca di Pordenone: un’occasione per interrogare il modo in cui il giornalismo racconta differenze, funzionamenti, contesti e possibilità di partecipazione.

Inoltre, è stata anche l’occasione per presentare l’esperienza del Glossario Fragile nel carcere di Milano-Opera, prima sperimentazione del laboratorio in ambito penitenziario e possibile progetto pilota per altri territori: Giusy Palumbo, responsabile comunicazione di Legacoop Lombardia, ha raccontato il percorso che confluirà in un “glossario dal carcere”, pensato come integrazione del Glossario Fragile nazionale e come strumento capace di restituire il punto di vista di chi vive l’esperienza detentiva.

 

Sabrina Carreras, giornalista RaiNews ha ricordato quali sono gli elementi utili quando si fanno articoli e inchieste sul femminicidio come “atto finale di un contesto di violenza” e Gaia Peruzzi, professoressa associata alla Sapienza Università di Roma per il corso Media, gender e diversità, ha richiamato il ruolo del linguaggio nella costruzione di rappresentazioni più eque, plurali e rispettose.

Nel panel Raccontare l’inclusione, il Glossario Fragile è stato introdotto da Fabio Della Pietra della Cooperativa sociale Itaca che ha illustrato la proposta della nuova parola “neurodivergente” che sarà inserita nel Glossario. Sono intervenuti Ivano Maiorella, del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Fabrizio Minnella, responsabile comunicazione della Fondazione Con il Sud, e Stefano Arduini, direttore di Vita No Profit per un focus su comunicazione sociale e deontologia.


Economia sociale

Il panel conclusivo, dedicato all’economia sociale in prima pagina, ha riportato il tema del linguaggio dentro il racconto dell’impresa sociale. A introdurre il confronto dal Glossario Fragile è stato Mirko Loche di Legacoop Umbria, che ha scelto la parola “collaborazione” come chiave per leggere la cooperazione sociale non solo come metodo di lavoro, ma come forma di organizzazione delle relazioni, delle responsabilità e degli obiettivi comuni.


“La due giorni del Gruppo Comunicazione è un momento necessario – afferma il presidente nazionale di Legacoopsociali Massimo Ascari – e uno snodo importante del percorso di attenzione strategica sulla comunicazione. Nel rapporto con i media vogliamo rappresentare il nostro ruolo nel Paese, e mettere a disposizione il nostro know-how come contributo alla comprensione dei fenomeni sociali che attraversano l'Italia, a partire dal linguaggio e dalle parole giuste che vogliamo proporre a chi è impegnato ogni giorno a fare informazione”.

Nel confronto del panel conclusivo il direttore dell’Ansa Luigi Contu ha messo l’accento sul percorso dell’agenzia stampa che ha accettato la sfida del digitale e oggi è anche uno dei siti di maggiore affidabilità. Il professore Andrea Volterrani ha, invece, lanciato la proposta di mutuare il concetto di fragilità con quello di vulnerabilità chiedendo al terzo settore di non rinchiudersi nei “ghetti comunicativi”


Responsabilità professionale

La mattinata coordinata da Giuseppe Manzo di Legacoopsociali ha proposto una riflessione sul modo in cui il lavoro sociale viene raccontato nello spazio pubblico. Non solo una questione di parole corrette, ma di responsabilità professionale: scegliere il linguaggio significa da quale prospettiva osservare le persone, le comunità, i servizi e le fragilità.