Pratiche e prospettive di Social Point
Parte dell’intervento di Manuela Ciambellini, coordinatrice di Social Point - progetto di inclusione sociale gestito da Aliante in convenzione con DSM-DP dell’Azienda USL di Modena - nell'ambito del convegno: "Territorio, cultura, sport e salute - Social prescribing e welfare culturale: voci e pratiche” del 9 maggio 2026
La prescrizione sociale non è solo un protocollo clinico. È, nella sintesi proposta dall'esperienza di Social Point Modena — progetto di inclusione e cittadinanza attiva del Dipartimento di Salute Mentale dell'Az. USL, gestito da Aliante Cooperativa Sociale — un ritorno alla vita.
Una riappropriazione di diritti e doveri che passa dal riconoscimento della persona nella sua interezza: prima che malattia, prima che diagnosi, prima che cartella clinica, il cittadino, la cittadina con diritti e doveri.
Social Point nasce come comunità allargata composta da persone con disagio psichico, operatori, famigliari e cittadini interessati, in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato, l'Associazione Idee in circolo e l'Associazione Insieme a noi, lavora con le realtà associative, culturali e sportive del territorio. Il modello si fonda su tre obiettivi strategici connessi: costruire capitale sociale attraverso percorsi di partecipazione e cittadinanza attiva, con particolare attenzione agli utenti dei CSM; favorire reti locali di welfare culturale attraverso il tessuto associativo, culturale e sportivo del territorio; valorizzare la salute come bene comune, intesa non come assenza di malattia ma come responsabilità collettiva. L'intervento si articola su più livelli simultanei: il coinvolgimento degli utenti in carico ai CSM in attività concrete presso circoli, associazioni, festival, corsi, eventi; una progettazione individuale ma partecipata, in cui utenti e familiari prendono parte attiva alla programmazione e alla valutazione dei percorsi; azioni di cultura e formazione rivolte alla cittadinanza sulla salute mentale; il contrasto allo stigma, attraverso la diffusione di un'idea positiva della salute mentale come responsabilità collettiva.

Il processo di lavoro del link worker parte da un colloquio di ascolto profondo: non una raccolta di dati anamnestici, ma un'esplorazione di bisogni, interessi, idee e passioni della persona. L'intervento viene poi co-costruito insieme alla persona, partendo da ciò che funziona — abilità, risorse, desideri — non da ciò che manca. Il tempo dedicato varia in base al livello di bisogno: la flessibilità non è una deroga al metodo, ma parte integrante di esso.
Il profilo del link worker richiede quattro aree di competenza fondamentali: fondamenta relazionali, ovvero relazioni di fiducia e comunicazione empatica basate su ascolto autentico; conoscenza sistemica del tessuto sociale locale, con la capacità di mappare risorse e contatti per rispondere concretamente ai bisogni; padronanza del processo di social prescribing e capacità di raccontarlo con autorevolezza; competenze nelle strategie di coping, per supportare le persone nello sviluppo di risorse personali utili ad affrontare le sfide quotidiane. L'obiettivo finale è ridurre la dipendenza dagli interventi medici, promuovendo autonomia, benessere e partecipazione attiva nella comunità.
Una figura così complessa non può essere lasciata sola: richiede riconoscimento istituzionale nella sua specificità, formazione continua e mirata, supervisione e sostegno nel quotidiano. Investire nel link worker significa investire nella tenuta stessa del processo di prescrizione sociale.


Il cambio di paradigma al cuore del social prescribing è radicale quanto necessario: non più la cura della patologia, ma la cura della vita. Dal sintomo alla persona, dalla prestazione alla partecipazione, dalla cura all'autonomia. Le risorse culturali, sportive e associative del territorio cessano di essere accessori del welfare e diventano ingredienti terapeutici a pieno titolo, in quello che la letteratura internazionale definisce approccio di recovery. Anziché concentrarsi su ciò che manca, si indagano le potenzialità residue, le passioni sopite, i valori che la malattia ha oscurato ma non cancellato. Fare prescrizione sociale significa praticare un ascolto attento e minuzioso — accogliere sintomi, perdite, solitudine per cogliere ciò che c'è ancora; riconoscere risorse ed emozioni senza ridurre la persona alla sua difficoltà; garantire una vicinanza umana e emotiva autentica, senza la quale nessun intervento produce effetti duraturi. Ascolto e comprensione non sono elementi accessori: sono il fondamento di ogni relazione e ogni intervento possibile.
Figura chiave di questo ecosistema è il link worker, operatore di collegamento che abita simultaneamente il mondo sanitario, sociale, culturale, sportivo e associativo. Sa leggere un bisogno clinico e riconoscerne le radici relazionali, culturali e sociali. Sa progettare, ascoltare, orientare, e valorizzare la prossimità come strumento terapeutico in sé.

Facilitare la prescrizione sociale richiede un'azione collettiva basata sulla partecipazione della società civile: una responsabilità condivisa che passa dal riconoscere le competenze di chi abita un territorio, restituire a ciascuno un pezzo di agency e costruire collettivamente capitale umano, sociale e culturale. "Restituire" non è una parola casuale: significa ridare un ruolo alla società, legittimandone saperi, responsabilità e coinvolgimento. Una finalità comune che rovescia i meccanismi di gestione tradizionali, introduce l'imprevedibilità dei risultati come valore e richiede una genuina assunzione di rischio da parte di tutti gli attori coinvolti — sanitari, sociali, culturali, associativi.
Riferimenti bibliografici e sitografici
Su salute mentale e social prescribing:
- Aughterson, H., Fancourt, D., Chatterjee, H., et al. (2024). Social prescribing for individuals with mental health problems: an ethnographic study exploring the mechanisms of action through which community groups support psychosocial well-being. Wellcome Open Research, 9, 149.
- Poole, R., Huxley, P. (2024). Social prescribing: an inadequate response to the degradation of social care in mental health. BJPsych Bulletin, 48(1). (voce critica utile per il dibattito)
- Haywood, A., Dayson, C., Garside, R., et al. (2024). National evaluation of the preventing and tackling mental ill health through green social prescribing project: final report. Department for Environment, Food and Rural Affairs.
- Tortone, C. (2024). La prescrizione sociale: un modello per una pratica salutogenica. Dors – Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute. Disponibile su: dors.it
- OMS – Manuale sulla prescrizione sociale, traduzione italiana a cura dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS/CNaPPS).
Su giovani e social prescribing:
- Hayes, D., Olsson, A., Begum, S., et al. (2024). Barriers and facilitators to social prescribing in child and youth mental health: perspectives from the frontline. European Child & Adolescent Psychiatry, 33, 1465–1479. Springer
- Olsson, A., et al. (2025). Young people's views of social prescribing as an approach to improving mental health: a qualitative study. Health & Social Care in the Community. Wiley Online Library
- Muhl, C., et al. (2025). Social prescribing for children and youth: a scoping review. Health & Social Care in the Community. Wiley Online Library
- Fancourt, D., et al. (2023–2025). Wellbeing While Waiting: effectiveness and implementation of youth social prescribing for young people awaiting CAMHS support. Trial multisite su 558 giovani tra 11 e 18 anni. medRxiv preprint, 2026. medRxiv
- National Academy for Social Prescribing – NASP (2025). Connected to Thrive: a vision for social prescribing for children and young people's mental health. Disponibile su: socialprescribingacademy.org.uk NASP
- Centre for Mental Health, Centre for Young Lives, Children and Young People's Mental Health Coalition, YoungMinds (2025). Future Minds: investing in children's mental health. Prudence Trust. Disponibile su: centreformentalhealth.org.uk
- Centre for Mental Health et al. (2026). Future Minds: A roadmap to transform children and young people's mental health by 2035. Disponibile su: centreformentalhealth.org.uk






